Sempre legittimo il sopralluogo entro la scadenza delle offerte anche se fuori dai termini del bando

La stazione appaltante non può legittimamente pretendere che il sopralluogo – richiesto per una più meditata formulazione dell’ offerta – avvenga entro termini predeterminati a pena di esclusione considerato che il codice dei contratti non lo prescrive. In questo senso si è espresso il Tar Lazio, Roma, sezione I, con la sentenza n. 4304/2019.
La vicenda Il ricorrente insorgeva avverso gli atti di aggiudicazione censurando una serie di comportamenti scorretti della stazione appaltante, tra gli altri riteneva illegittima l’ aggiudicazione per la circostanza che il sopralluogo – debitamente richiesto nel bando di gara “finalizzata all’ affidamento dei servizi di vigilanza armata degli uffici giudiziari di Viterbo e Rieti – non era avvenuto entro il termine di 15 giorni dalla scadenza dei termini per presentare l’ offerta. Sopralluogo, tra l’ altro, effettuato dalla sola mandataria. Ulteriore questione per cui, secondo il ricorrente, l’ aggiudicazione avrebbe dovuto ritenersi illegittima è che la sottoscrizione del delegato risultava in un unico verbale di sopralluogo e non anche “con riferimento al verbale di sopralluogo presso il Tribunale di Viterbo.
La decisione Il giudice non condivide la censura (e neppure i vari rilievi mossi dal ricorrente). In sentenza, infatti, si specifica che l’ art. 79, comma 2, del codice dei contratt – che dispone in tema di tassatività delle cause di esclusione – “non prevede alcun termine perentorio entro il quale effettuare la “visita dei luoghi” sempre fatto salvo che i termini per la ricezione delle offerte siano idonei a far sì che “gli operatori economici interessati possano prendere conoscenza di tutte le informazioni necessarie per presentare le offerte. Nel caso di specie, il capitolato/disciplinare di gara prevedeva effettivamente che il sopralluogo avenisse presso le sedi giudiziarie interessate che avrebbe dovuto “essere svolto entro e non oltre 15 giorni prima della scadenza della presentazione delle offerte. Ma tale termine, puntualizza il giudice capitolino, non poteva essere inteso come riferimento perentorio oltre il quale il sopralluogo non avrebbe potuto essere considerato valido.
In realtà, con tale specifica si intendeva fornire una indicazione “a favore di tutte le imprese concorrenti per dare loro un tempo congruo per ponderare l’ offerta. Pertanto, dall’ effettuazione del sopralluogo da parte di un concorrente in un termine inferiore, non potevano conseguire provvedimenti di esclusione per effetto del principio di “tassatività” derivando, al massimo solo “conseguenze per l’ operatore economico che avrebbe avuto caso mai “meno tempo per ponderare l’ offerta. Ma in questo caso, il ricorrente, avrebbe dovuto dimostrae un collegamento tra il momento del sopralluovo e la formulazione dell’ offerta ovvero dimostrare che “lo svolgimento del sopralluogo in un termine inferiore avesse “falsato l’ offerta del RTI aggiudicatario o abbia inciso negativamente sulla valutazione della sua.
Circostanza non verificatasi e, inoltre, lo stesso capitolato non prevedeva, affatto, a pena di esclusione che il sopralluogo dovesse essere effettuato da rappresentanti di tutte le imprese in RTI. Allo stesso modo è stato ritenuto irrilevante il rilievo sulla mancata sottoscrizione del verbale da parte del rappresentante della mandataria considerato che lo stesso recava la dicitura “per ricevuta chiarendo quindi che era l’ attestazione del funzionario a rilevare ai fini della valutazione della circostanza. Anche in questo caso, comunque, il capitolato/disciplinare non prevedeva una autonoma causa di esclusione.
A cura di Quotidiano Enti Locali e PA (Sole 24 Ore) del 15/04/2019 – autore di STEFANO USAI



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